Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/11707/5196
Title: Lingua cinese : variazioni sul tema
Authors: Abbiati, Magda
Greselin, Federico
Issue Date: 2015
Publisher: Venezia : Edizioni Ca' Foscari
Series/Report no.: Sinica venetiana;2
Abstract: Questo secondo volume della collana Sinica venetiana presenta una raccolta di dieci saggi, di argomento linguistico in senso lato, che mirano a illustrare peculiarità e connotazioni proprie della lingua cinese in ambiti settoriali e modalità di utilizzo differenti. Scritti da sinologi il cui campo di specializzazione spazia dalla linguistica alla critica letteraria, dai cultural studies ai processi comunicativi, i contributi intendono mettere a fuoco alcuni importanti aspetti del variegato declinarsi degli usi linguistici nella cultura cinese. Il lavoro è stato suddiviso in quattro sezioni, a raccogliere ognuna saggi riferiti a un comune ambito di ricerca, così da contribuire a comporre, da ottiche diverse, il complesso mosaico di conoscenze indispensabili per comprendere la Cina e la sua civiltà. Nella prima sezione, Lingua e linguistica, Magda Abbiati tratta della costruzione delle frasi nei sistemi di comunicazione visivo-gestuali utilizzati dalle persone sorde rispettivamente nella Cina continentale e nell’isola di Taiwan, e di come in questi sistemi siano veicolate le informazioni sintattiche e morfologiche. A seguire, Adriano Boaretto presenta i risultati della ricerca sul campo da lui condotta relativamente alle differenze grammaticali e lessicali riscontrabili tra il cinese parlato nella Repubblica Popolare e quello parlato nella Repubblica di Cina. Nel terzo saggio Federico Febbroni, individuato il contesto semantico quale possibile principio di misurazione della difficoltà dei messaggi orali mediati dall’interpretazione consecutiva dal cinese all’italiano, mette in luce l’importanza dello studio comparativo delle diverse associazioni metaforiche nelle due lingue. Da ultimo, Anna Morbiato evidenzia funzioni e significati impliciti in alcune forme linguistiche del cinese colloquiale, mostrando quanto marcata sia, in questa lingua, la tendenza alla non specificazione di ciò che è noto o deducibile Nella seconda sezione, Lingua e letteratura, Lorenzo Andolfatto si occupa delle invenzioni lessicali della resa terminologica della tecnologia d’importazione e di quella immaginaria agli esordi del genere fantascientifico nella Cina del primo Novecento, riferendosi in particolare al lessico utilizzato nei romanzi Xin shitou ji di Wu Jianren e Xin Zhongguo di Liu Shi’e. Franco Gatti, invece, affronta un testo impegnativo e affascinante quale il Xuanshi zhu di Zhang Du, per mezzo del quale evidenzia caratteristiche stilistiche e innovazioni lessicali proprie della narrativa cinese in lingua classica del IX secolo. La terza sezione, Lingua e media, ospita il contributo di Bianca Basciano, che presenta e analizza alcune peculiarità linguistiche significative della pubblicità cinese; in particolare esamina l’uso del code-mixing, strumento atto a conferire efficacia alla comunicazione commerciale, il quale evidenzia come il messaggio pubblicitario sia in Cina uno dei tramiti che favoriscono il contatto tra le lingue e la creatività linguistica. Nel saggio di Federico Greselin vengono illustrati i problemi connessi alla sempre più frequente compresenza di più lingue (tra le quali il cinese) nel cinema e in altri media, e sono indicate le diverse soluzioni proposte dai vari autori e operatori, necessariamente collegate alle competenze culturali del pubblico e al livello di verosimiglianza che si punta a ottenere. Nell’ultima sezione, Lingua e modelli socio-culturali, Marco Ceresa circoscrive un certo numero di termini utilizzati nel cinese classico come sinonimi in riferimento al colore rosso, verificando quale tra essi, nel corso dei secoli, abbia avuto il sopravvento e in che epoca ciò sia avvenuto; l’Autore ipotizza poi che il successo del termine oggi predominante sia verosimilmente dovuto alla sua diffusione nei dialetti del Nord, che furono la base su cui si modellò la lingua scritta vernacolare. Infine, Tobia Maschio espone le scelte lessicali operate in campo medico/legale, nella RPC del XX e XXI secolo, per quanto attiene alla definizione dell’individuo affetto da malattia mentale, illustrando la conseguente produzione di discorso in campo culturale e sociale.
URI: http://hdl.handle.net/11707/5196
Appears in Collections:Sinica Venetiana

Files in This Item:
File Description SizeFormat 
Sinica_2_DIGITALE.pdf4.22 MBAdobe PDFView/Open


Items in DSpace are protected by copyright, with all rights reserved, unless otherwise indicated.